Audizione del minore: obbligo di motivazione per il Giudice che non ne tiene conto. Cass. Civ., Sez. I, 26 marzo 2015, n. 6129

in Diritto
15. 04. 09
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Audizione del minore: obbligo di motivazione per il Giudice che non ne tiene conto. Cass. Civ., Sez. I, 26 marzo 2015, n. 6129.

La Suprema Corte ha ribadito come l'audizione dei minori costituisca un elemento di primaria importanza nelle procedure giudiziarie che li riguardino ed, in particolare, in quelle relative al loro affidamento ai genitori. Anche prima delle modifiche apportate dalla L. n. 219 del 2012, l'audizione del minore costituiva una caratteristica strutturale del procedimento,diretta ad accertare le circostanze rilevanti al fine di determinare quale fosse il suo interesse

La Suprema Corte ha ribadito come l'audizione dei minori costituisca un elemento di primaria importanza nelle procedure giudiziarie che li riguardino ed, in particolare, in quelle relative al loro affidamento ai genitori. Anche prima delle modifiche apportate dalla L. n. 219 del 2012, l'audizione del minore costituiva una caratteristica strutturale del procedimento,diretta ad accertare le circostanze rilevanti al fine di determinare quale fosse il suo interessenonché a raccoglierne le opinioni e i bisogni in merito alla vicenda familiare che lo vedeva coinvolto.

L'ascolto costituisce, quindi, una modalità, tra le più rilevanti, di riconoscimento del diritto fondamentale del minore ad essere informato ed esprimere la propria opinione e le proprie opzioni nei procedimenti che lo riguardano, costituendo tale peculiare forma di partecipazione del minore alle decisioni che lo investono uno degli strumenti di maggiore incisività al fine del conseguimento dell'interesse del medesimo.

Nella vigenza dell'art. 155-sexies c.c., l'audizione deve essere disposta ove il minore abbia compiuto dodici anni o anche se di età inferiore ove sia stato ritenuto capace di discernimento.

Tale prioritario rilievo non determina, tuttavia, l'obbligo del Giudice di conformarsi alle indicazioni del minore in ordine al modo di condurre la propria esistenza, potendo il giudicante discostarsi sulla base di una valutazione complessiva del suo superiore interesse.

Facendo ciò, tuttavia, il Giudice ha il dovere di giustificare puntualmente la decisione che venga assunta in contrasto con le dichiarazioni del minore sia sotto il profilo della capacità effettiva di discernimento (anche in correlazione con l'intensità del conflitto genitoriale e alla influenza o condizionamento della volontà subita dal minore ed espressa nell'audizione) sia sotto il profilo del richiamato preminente interesse.

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