Google: diritto all'oblio sentenza del Tribunale

in Diritto
16. 01. 04
posted by: Avv. Simona Russo
Creato: 04 Gennaio 2016
Visite: 930
Google e diritto all'oblio: la prima sentenza dei Tribunali italiani  Trib. di Roma, Sez. I, 3 dicembre 2015, n. 23771

Il Tribunale di Roma applica, per la prima volta in Italia, i principi elaborati dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella nota decisione "Google Spain", la quale ha formalizzato il diritto all'oblio quale espressione del diritto alla privacy nelle vicende personali diffuse via web che non siano più di pubblico interesse.

Il Tribunale di Roma applica, per la prima volta in Italia, i principi elaborati dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella nota decisione "Google Spain", la quale ha formalizzato il diritto all'oblio quale espressione del diritto alla privacy nelle vicende personali diffuse via web che non siano più di pubblico interesse. In particolare con la sentenza in argomento, il Giudice di merito ha applicato i principi stabiliti dalla Corte di Giustizia a mezzo della quale veniva riconosciuto il c.d. diritto all'oblio (right to be forgotten) stabilendo che i diritti fondamentali riconosciuti dagli artt. 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea prevalgono, in linea di principio, non soltanto sull'interesse economico del gestore del motore di ricerca, ma anche sull'interesse del pubblico ad accedere all'informazione suddetta in occasione di una ricerca concernente il nome di questa persona.

Soltanto per ragioni particolari (come, ad esempio, il ruolo ricoperto dall’interessato nella vita pubblica) l'ingerenza nei suoi diritti fondamentali sarebbe giustificata dall'interesse preponderante del pubblico ad avere accesso all'informazione in questione.

La fattispecie italiana in esame rientra in quest’ultimo caso.

Il tribunale romano respinge la domanda dell’interessato sotto un duplice profilo.

Ritiene il giudicante che dai fatti lamentati non sia, anzitutto, trascorso tempo sufficiente e necessario alla configurazione della lesione del right to be forgotten poichè, nella fattispecie in esame, gli URL per i quali veniva svolta domanda giudiziaria erano riconducibili al 2013 o, per quelli più risalenti, all'estate 2012 e, pertanto, secondo il Tribunale essi mantengono una loro innegabile attualità, soprattutto in considerazione del ruolo pubblico del ricorrente, professionista legale esercente l'attività di avvocato in Svizzera.

Sotto il secondo profilo, infatti, il giudicante osserva che tali notizie rivestono un interesse pubblico, e pertanto la loro diffusione è tutelata dall'esercizio del diritto all'informazione, costituzionalmente protetto.

Concludendo, nel bilanciamento tra diritto alla riservatezza e l'interesse pubblico a rinvenire sul web notizie relative a persone che svolgono ruoli pubblici, il diritto di informazione prevale su quello all'oblio.

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