I rimborsi IVA e le semplificazioni per le società D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, (G.U. 28 novembre 2014, n. 277)

in Diritto
15. 01. 20
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I rimborsi IVA e le semplificazioni per le società  D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175.

I Capi I e II del Decreto in commento (c.d. «Decreto semplificazioni») sono dedicati rispettivamente ai rimborsi fiscali ed alle società. Quanto ai rimborsi IVA si segnala in particolare:L'art. 13 modifica, a decorrere dal 1.1.2015, la disciplina sui rimborsi Iva disponendo l'azzeramento degli adempimenti per i rimborsi fino a 15.000 euro e l'eliminazione della prestazione della garanzia per i rimborsi in favore dei contribuenti «non a rischio».

I rimborsi IVA e le semplificazioni per le società  D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175.

I Capi I e II del Decreto in commento (c.d. «Decreto semplificazioni») sono dedicati rispettivamente ai rimborsi fiscali ed alle società.Quanto ai rimborsi IVA si segnala in particolare:L'art. 13 modifica, a decorrere dal 1.1.2015, la disciplina sui rimborsi Iva disponendo l'azzeramento degli adempimenti per i rimborsi fino a 15.000 euro e l'eliminazione della prestazione della garanzia per i rimborsi in favore dei contribuenti «non a rischio».Con riferimento alla prestazione della garanzia la previgente disciplina prevedeva che la stessa fosse necessaria per le richieste di rimborso di ammontare superiore a euro 5.164,57 (limite riferito all'intero periodo d'imposta e non alla singola richiesta di rimborso). La nuova formulazione della norma prevede, invece, un aumento da 5.165 euro a 15.000 euro della soglia dei rimborsi eseguibili senza presentazione della garanzia mentre i rimborsi Iva di importo superiore sono subordinati alla presentazione della relativa dichiarazione annuale o istanza per i rimborsi infrannuali.

La nuova disciplina prevede l'obbligatorietà della prestazione della garanzia solo nei seguenti casi:

  • Attività d'impresa esercitata da meno di due anni;
  • Soggetti passivi che hanno ricevuto notifica di avvisi di accertamento o di rettifica relativi all'iva dovuta o all'eccedenza detraibile dai quali risulti, per ogni anno, una differenza tra importi accertati e imposta dovuta/eccedenza di credito superiore a determinati importi;
  • Credito iva derivante da cessazione attività.

Quanto alle operazioni straordinarie si segnale in particolare:

Il legislatore, con il decreto in commento, ha anche modificato i termini di versamento delle imposte per le società di persone, qualora abbiano posto in essere operazioni straordinarie (art. 17).

La norma consente l'utilizzo dei modelli di dichiarazione approvati nel corso dello stesso anno solare, nel quale si chiude l'esercizio sociale, anche alle società di persone ed enti equiparati con periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare. Il comma 2, prevede che il versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi e a quella dell'i.r.a.p. venga effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione nelle ipotesi di operazioni straordinarie (liquidazione, trasformazione, scissione e fusione).

Sempre il comma 2 introduce, inoltre, un termine "mobile" per il versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi e a quella i.r.a.p. da parte delle società semplici ed equiparate coinvolte in operazioni straordinarie.

Quanto alle società in perdita sistematica

L'art. 18 del decreto estende da 3 a 5 periodi d'imposta il periodo di osservazione previsto per l'applicazione della disciplina delle società di comodo alle società in perdita sistematica. A decorrere dal 2014 le società diventano non operative dopo 5 periodi d'imposta consecutivi in perdita fiscale ovvero, indifferentemente, dopo aver conseguito perdite fiscali per 4 anni e un anno con reddito imponibile inferiore al reddito minimo. Dalla formulazione del testo si evince che tale novità si applica già al periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento.

La disciplina in esame è diretta, in definitiva, a colpire le «società-schermo» che hanno il solo fine di eludere le norme tributarie per ottenere indebiti vantaggi fiscali.

Quanto alle società o enti con sede all'estero

L'art. 19 del decreto dispone che dalla data di entrata in vigore del decreto per le società o enti che non hanno la sede legale o amministrativa nel territorio dello Stato, non è più previsto l'obbligo di comunicare nella dichiarazione dei redditi l'indirizzo della stabile organizzazione nel territorio stesso né le generalità e l'indirizzo in Italia di un rappresentante per i rapporti tributari.

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