Omesso versamento: la notifica al curatore non fa scattare i tre mesi per regolarizzare il debito INPS Cass. Pen., Sez. III, 23 marzo 2015, n. 12011

in Diritto
15. 04. 09
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Omesso versamento: la notifica al curatore non fa scattare i tre mesi per regolarizzare il debito INPS Cass. Pen., Sez. III, 23 marzo 2015, n. 12011

La Cassazione ha affermato che la notifica dell'avviso di accertamento a mani del curatore fallimentare non può ritenersi validamente effettuata da parte dell'Istituto previdenziale ai fini della decorrenza del termine di tre mesi concesso al datore di lavoro per provvedere alla regolarizzazione del pagamento del debito contributivo, così da integrare la causa di non punibilità

La Cassazione ha affermato che la notifica dell'avviso di accertamento a mani del curatore fallimentare non può ritenersi validamente effettuata da parte dell'Istituto previdenziale ai fini della decorrenza del termine di tre mesi concesso al datore di lavoro per provvedere alla regolarizzazione del pagamento del debito contributivo, così da integrare la causa di non punibilità di cui all'art. 2, comma 1-bis, D.L. n. 463 del 1983 (conv. in L. n. 638 del 1983).E’ opportuno ricordare che il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali, previsto e punito dal comma 1-bis dell'art. 2 D.L. 12 settembre 1983, n. 463, presuppone la sola coscienza e volontà di omettere il versamento delle ritenute una volta effettuato il pagamento, anche solo parziale, della retribuzione ai dipendenti.

Si tratta di un reato istantaneo che si realizza alla scadenza del termine per il versamento delle ritenute stesse (il 16 del mese successivo a quello cui si riferiscono i contributi omessi).

Il D.L. citato prevede la causa di non punibilità integrata dal versamento dei contributi dovuti entro il termine di tre mesi dal ricevimento della contestazione da parte dell'INPS ovvero, in difetto di contestazione, il termine di tre mesi può decorrere dalla notifica del decreto penale di condanna a condizione che esso contenga i requisiti che la giurisprudenza ha ritenuto essenziali anche per la validità della contestazione da parte dell'INPS (Cass. Pen., Sez. Unite, n. 1855 del 24 novembre 2011 - dep. 18 gennaio 2012).

La Cassazione, nell'affermare il principio di cui in massima, ha inteso dare continuità al principio di diritto, già affermato dai Supremi Giudici (Cass. Pen., Sez. III, n. 42541 del 15 luglio 2014 - dep. 13 ottobre 2014), secondo cui la notifica dell'avviso di accertamento a mani del curatore fallimentare non può ritenersi validamente effettuata da parte dell'Istituto previdenziale ai fini della decorrenza del termine di tre mesi concesso al datore di lavoro per provvedere alla regolarizzazione del pagamento del debito contributivo.

Se tale figura, infatti, può validamente sostituirsi al responsabile dell'azienda per gli adempimenti di tipo societario ed amministrativi gravanti su di essa, di certo egli non può costituire valido destinatario di un avviso il cui inadempimento prelude ad una responsabilità di tipo penale e, come tale, personale.

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